Sono quasi insostituibili, gli imprenditori.
Il 53% delle imprese ritiene che un’eventuale loro assenza creerebbe notevoli problemi. Quota che sale fino al 60% nel settore bar e ristorazione, e nelle micro imprese fino a 3 dipendenti.
Il 25% ritiene che la mancanza degli imprenditori nell’azienda comporterebbe una decrescita del fatturato dal 10 al 50%, mentre per il 13% non sarebbe proprio possibile.
E’ quanto emerge da un sondaggio della Camera di Commercio di Milano, condotto nel mese di maggio.
Più tutelati 4 imprenditori su 10: il 17% confida nella potenzialità dei soci. L’11% invece si appoggia a persone di fiducia e familiari.
A più della metà dei titolari non è mai capitato di essersi allontanati dalla loro azienda (54%); mentre quasi il 20% degli intervistati almeno una volta si è assentato per malattia (19%) o per un viaggio (19%).
“L’imprenditore, ci conferma questo sondaggio, non è solo il titolare di un’impresa, ma la persona da cui dipende il futuro di tante tante famiglie: della sua, e di quella dei suoi dipendenti e fornitori – osserva il presidente della Confimprenditori, Stefano Ruvolo – Spesso si pensa che chi abbia una impresa sia un privilegiato, una persona ricca, che può disporre a proprio piacimento di tanto tempo libero e che non abbia preoccupazioni. La realtà è ben diversa, come riconoscono anche i dipendenti delle aziende intervistate. Un imprenditore è un lavoratore che non ha un cartellino da timbrare, e proprio per questo non smette mai di lavorare, non smette mai di avvertire il peso delle proprie decisioni. Può avere ricchi guadagni, certamente, ma sempre in funzione del proprio duro lavoro e della capacità di innovare, coltivare talenti nella propria azienda, e trasmettere giusti valori di impresa. Quando poi le cose vanno male, è spesso solo, abbandonato dallo Stato, il socio occulto sempre pronto a defilarsi”.
“La Confimprenditori – conclude Ruvolo – da sempre è impegnata nel lottare a fianco degli imprenditori, per eliminare gli squilibri tra diritti e doveri che la nostra società gli attribuisce. Una stortura che penalizza l’intera nostra economia, perché sostenere chi fa impresa significa garantire livelli occupazionali, crescita e innovazione del Paese”.